Ricerca ed esplorazione

La Missione SB Nettuno si prefigge di compiere nell'Artico taluni esperimenti scientifici ed altresì di ricercare i resti dello storico Dirigibile ITALIA del Generale Umberto Nobile, che affondò nel tardo Maggio del 1928.

La missione artica al Polo Nord verrà compiuta per mezzo, ed a bordo, della nuova Aeronave ITALIA.
L'affascinante regione dell'Artico, rappresenta quindi la meta per l'esplorazione e le ricerche scientifiche e geografiche in questa remota e meravigliosa parte del mondo polare che riserva ancora oggi aree e luoghi ancora poco esplorati, picchi montuosi non denominati, e piccole isole ancora da scoprire/denominare.

Motivazioni per una nuova campagna di studio e di ricerca scientifica

Dopo 25 anni dall'ultima campagna di studio e ricerca danese sulla Calotta Glaciale Hans Tausen, ed in considerazione delle ultime considerevolmente variate tendenze climatiche, si può ritenere che sia più che mai necessaria la programmazione di una nuova spedizione che possa aggiornare i dati ormai storici e che sicuramente saranno fortemente mutati per via stessa dei cambiamenti climatici, che sono particolarmente attivi sulla calotta glaciale più a Nord della Terra. Gli stessi dati geografici, topografici, ed altimetrici collezionati all'epoca, necessitano di rilevamenti ed aggiornamenti più che mai significativi. Una più attenta campagna di studio e di ricerca scientifica in situ della calotta glaciale Hans Tausen, del suo spessore, e della sua composizione dello strato superficiale, con l'analisi delle componenti chimiche presenti e contaminanti fornirebbe nuovi ed importanti dati da porre in correlazione con gli attenti studi analitici e più attuali sui forti cambiamenti climatici. Dai dati risultanti dalla nuova campagna scientifica, si otterrebbero informazioni da cui poter derivare un nuovo bilancio di massa della calotta glaciale, con una sua attesa parametrizzazione, nonché tutti i dati utili per lo sviluppo di più aggiornati modelli altimetrici digitali e cartografici, che verrebbero posti in correlazione con maggior precisione con i punti di rilevamento paleoclimatici e dei siti dei carotaggi e delle analisi stratigrafiche chimico/fisiche, biologiche, per i campionamenti dei microparticellari, e (geo) magnetiche.

ATTIVITA' DI RICERCA (Tematiche proponibili)

  • Processi chimico-fisici nella bassa atmosfera artica: ozono;
  • Incidenza della radiazione solare in artico: spettro ed intensità;
  • Misure magnetiche ed elettriche alle basse quote artiche;
  • ICT & propagazione radio HF nell'artico;
  • Suolo artico, permafrost, mineralogia, rocce, e geologia artica;
  • Campionamento ed estrazione di carote di ghiaccio;
  • Campionamento di neve, ghiaccio, e studi glaciologici;
  • Paleoclimatologia della calotta glaciale Hans Tausen;
  • Processi idrologici e cambiamenti climatici in artico;
  • Studi di biologia marina e di biodiversità;
  • Ricerche marine ed oceanografiche;
  • Ecosistemi, biodiversità, fauna e flora artica;
  • Applicazione di nuove tecnologie innovative per l'Artico;
  • Applicazione di tecnologiche per la scansione del fondale oceanico artico;

Attività generale di ricerca scientifica applicata e specifica condotta nell'Artico per effettuare i rilevamenti geografici, fotografici, e per i campionamenti geologici, minerali, biologici, ed ambientali costieri, marini, ed atmosferici, per le osservazioni e per le analisi geofisiche e geomagnetiche.

Misurazioni dei profili di concentrazione dei vari composti chimici nella bassa atmosfera artica, e del contenuto colonnare del suo vapore acqueo, mediante strumentazioni spettrometriche operanti nella gamma delle microonde.

Alcuni degli Istituti di ricerca italiani operanti nell'Artico (Non coinvolti direttamente nella missione)
Alcuni degli Istituti di ricerca italiani operanti nell'Artico (Non coinvolti direttamente nella missione)

La Missione Semper Borealis Nettuno prevede che possano essere svolte varie attività di raccolta e campionamento, di perforazione, e di carotaggio per gli studi di tipo paleoclimatico e per l'aria fossile lì imprigionata, nonché per lo studio del bilancio di massa delle coperture glaciali che influiscono sulla variazione del livello medio marino degli oceani e sull'assetto climatico terrestre.

In prima realizzazione di missione è prevista la semplice raccolta di campioni del suolo, di campioni nevosi e di ghiaccio, e di campioni di acqua dei fiordi, tutti da inserire in appositi contenitori sterili ed a costanza di temperatura. 


RICERCHE ASTROFISICHE

Le ricerche astrofisiche nell'Artico sono molto attive e vi si concentrano proprio in ragione delle condizioni ambientali uniche della regione polare Nord: freddo estremo, secchezza e comunque bassa umidità, bassissimo inquinamento luminoso, atmosfera stabile e sede del vortice polare troposferico che istituisce una perenne vasta area di bassa pressione.
Nell'ambito della Missione SB Nettuno sarà quindi possibile condurre ricerche scientifiche con un insieme di particolari rivelatori, per studiare i.e. la polvere cosmica (composizione) e per ricevere i segnali radio dell'Universo primordiale, con la prospettiva d'integrare i numerosi dati satellitari (ESA) con queste osservazioni terrestri artiche condotte a bassa quota ed anche al Polo Nord Magnetico. 
L'aria fredda e secca dell'Artico, priva di un particolare inquinamento, migliora la trasparenza atmosferica per condurre osservazioni ottiche nello spettro dell'infrarosso, infatti l'altezza dell'atmosfera nell'Artico, come altrove, varia per strati, ma la troposfera (dove avvengono i fenomeni meteorologici) è più sottile ai poli (circa 8 Km nominali: massimo 10 Km) rispetto all'equatore, mentre la stratosfera si estende fino a circa 50 Km e la mesosfera fino a 80 Km, con la termosfera (dove si vedono le aurore boreali) che inizia a circa 85 Km ed arriva anche a superare i 500 Km, e l'esosfera come strato più esterno che si fonde con lo spazio interplanetario.


RILEVAMENTI GRAVITAZIONALI

La gravità nell'Artico è leggermente più forte rispetto a quella presente all'equatore poiché il Polo Nord è più vicino al centro della Terra, ossia per il fatto che il pianeta Terra è più appiattito nelle regioni polari. Il raggio terrestre al Polo Nord (raggio polare) è di circa 6.357 Km, più corto rispetto al raggio equatoriale (circa 6.378 Km), ossia di circa 21 Km in meno. Tale situazione implica per l'Artico una distanza minore dal centro di massa del pianeta, ed anche se la differenza è piccola ben si percepisce pesando di più. Gli scienziati hanno già da tempo studiato queste anomalie gravitazionali tramite numerose e continue campagne di rilevamento aereo per comprendere meglio anche le masse del ghiaccio artico e quelle della crosta terrestre. Particolari gravimetri ad altissima sensibilità saranno installati a bordo al fine di collezionare dati utili per integrare i modelli esistenti.   


Ricerche nella bassa atmosfera artica

L'ozono artico raggiunge ultimamente livelli record, un passo positivo per il clima. I buchi dell'ozono sulle regioni polari, dove il livello stratosferico è notevolmente ridotto, sono stati oggetto delle ricerche sui cambiamenti climatici negli ultimi decenni. I clorofluorocarburi (CFC) di origine antropica sono la causa principale della formazione dei buchi. Nel Marzo 2024 si è raggiunto un record per l'ozono artico a partire dalle prime misurazioni dagli anni '70, dopo un periodo di aumento complessivo durante l'inverno 2023-2024. Livelli di ozono superiori alla media hanno continuato a persistere fino a Settembre 2024. Ciò è significativo poiché, in precedenza, la primavera era stata associata all'esaurimento dell'ozono quando alti livelli di CFC coincidevano con grandi sistemi meteorologici freddi e rotanti a bassa pressione, noti come vortici polari

Attenzione: qui si parla di ozono ARTICO, e non del grande buco di ozono presente nell'ANTARTIDE.


Quadro di status al momento dell'impatto dell'ITALIA
Quadro di status al momento dell'impatto dell'ITALIA

Ricerca del relitto dell'ITALIA

Per costituire una seria, valida, e proficua scientifica ricerca, analitica e metodica, dei resti metallici del relitto del Dirigibile ITALIA inabissatosi il 25 Maggio 1928 alle ore 10:33, occorre stabilire in primis il punto centrale dell'areale da esplorare con le dovute molteplici strumentazioni disponibili (Satellite, ecoscandagli, magnetometri, ecc...) ed il più adeguato drone sottomarino, da cui si inizierà per l'escursione del fondale mediante una traiettoria a spirale sviluppabile per un diametro di 30 Nm, e quindi per un'operabilità su una superficie complessiva di circa 2400 Km².

Dalla storica narrazione dei superstiti sappiamo che la prima rilevazione della loro posizione avvenne alle ore 02:00 del 26 Maggio 1928: 81° 14' N, 25° 25' E (1), dopo 27h 30' dall'impatto con il pack artico. La seconda rilevazione affidabile avvenne il 28 Maggio 1928 alle ore 10:00, ed indicava le coordinate di 80° 49' N 26° 20' E (2), dopo 44 h.
Dall'analisi di questi dati storici si è così giunti a determinare per interpolazione lineare il presunto punto d'impatto dell'aeronave del Gen. Umberto Nobile con il pack artico, da dove dopo circa 20' i superstiti ebbero modo di osservare una densa colonna di fumo nero ad una distanza che essi stimarono a circa 15-20-30 Km, in direzione azimutale di 100° (Est). (Cfr. Letteratura storica - U. Nobile, A. Viglieri, F. Trojani, F. Behounek, G. Biagi.)

Il punto modale più probabilistico da cui iniziare le attività di ricerca è calcolato a 81° 30' N, 26° 30' E (Cfr. figura).
La profondità del pianoro visibile nella figura a fianco (Google Maps) è stimabile nell'intorno dei 200 m ed i 400 m.

Stima del punto d'impatto del Dirigibile ITALIA
Stima del punto d'impatto del Dirigibile ITALIA
Areale della probabile locazione dei resti del Dirigibile ITALIA.
Areale della probabile locazione dei resti del Dirigibile ITALIA.
Riquadro mappale con quote batimetriche dell'areale artico, a Nord-Est delle Svalbard, del luogo d'impatto (25 Maggio 2025 ore 10:30 GMT) e del successivo rilevamento del 28 Maggio 2025 ore 10:00 GMT
Riquadro mappale con quote batimetriche dell'areale artico, a Nord-Est delle Svalbard, del luogo d'impatto (25 Maggio 2025 ore 10:30 GMT) e del successivo rilevamento del 28 Maggio 2025 ore 10:00 GMT

La ricerca potrebbe essere proficuamente effettuata mediante l'ausilio di un moderno drone sottomarino automatico, ed a guida autonoma, dotato di alcune telecamere multispettrali che registrerebbero i dati video su un idoneo capiente supporto informatico. Le varie telecamere sarebbero poste su un supporto cardanico a comando interno per una scansione attuabile anche sull'asse di beccheggio e su quello d'imbardata. 

Un magnetometro triassiale (fluxgate) ed uno scandaglio ultrasonico completerebbero le strumentazioni primarie del drone, che potrà avere una propria attivata navigazione pianificata grazie all'implementazione di una piattaforma inerziale di controllo e di comando. Il profilo della missione del drone sarebbe dato da una discesa, da un percorso a spirale a costante distanza dal fondale marino, e dalla sua risalita automatica che verrà segnalata da un apposito trasmettitore e da un idoneo segnalatore luminoso, ai fini del recupero. 


PROSPEZIONI GEOLOGICHE

Un rapporto dell'U.S. Geological Survey spiega che nel sottosuolo dell'isola artica sono stati scoperti giacimenti di petrolio, di gas, e di oro; risultano presenti anche giacimenti d'uranio, di zinco, di rubini, e di diamanti. Una ricchezza energetica ricoperta dai ghiacci, i quali però si stanno velocemente sciogliendo a causa del surriscaldamento globale, e questo sta facendo emergere tutte le preziose potenzialità, con giacimenti che contengono il 13% delle risorse mondiali di petrolio ed il 30% di quelle di gas. Risorse non ancora scoperte dal valore di 300-400 miliardi di dollari, secondo un rapporto dell'U.S. Geological Survey, l'agenzia statale americana che studia il territorio e le sue dinamiche naturali. La "terra verde" è ancora ricoperta per l'80% da ghiacci, ma il livello medio del mare si sta alzando ed il permafrost si sta sciogliendo, rivelando tutte le risorse che la Groenlandia custodisce da millenni. Già da ora l'isola artica ospita la miniera di Kvanefjeld, ovvero il più grande giacimento mondiale d'uranio e di terre rare. Materie prime preziose che, grazie al riscaldamento globale ed allo scioglimento del permafrost, sono destinate ad essere sfruttate con minori difficoltà. Nell'isola più grande del mondo ci sono anche giacimenti di carbone e piombo, nonché di neodimio, niobio, e tantalio, ossia 25 dei 34 minerali rari.

Con le Autorità groenlandesi/danesi si potrebbe configurare la Missione SB Nettuno per attuare una specifica nuova campagna di prospezione geologica, tramite un'indagine strumentale congiunta, in situ ed aerea, al fine di riuscire ad aumentare le conoscenze delle risorse e di riuscire a focalizzare gli investimenti volti all'esplorazione mineraria in modo mirato, efficace, ed efficiente, con particolare attenzione rivolta alla ricerca dei giacimenti di cerio, lantanio, ed ittrio.


Area di Esplorazione

L'area principale oggetto dell'attività di esplorazione è quella a Nord-Ovest della Valle di Wandel nella Calotta Hans Tausens che presenta una quota massima di 1350 m. L'Area manca a tutt'oggi di dati geografici ed ambientali in loco che sono infatti incompleti, anche considerando il progressivo ritiro dei ghiacci.

Nell'area all'estremità Ovest della Valle di Wandel si concentreranno invece le varie ricerche scientifiche geologiche, chimico-fisiche, litologiche, e quelle paleontologiche, con un programma nutrito di rilevamenti fisici, geografici e fotografici.

A tal fine il punto ottimale di scalo dell'Aeronave ITALIA è tra le due aree d'esplorazione e di ricerca, individuabile a ridosso del laghetto glaciale (Aftenstjerne) Stella della sera, ovvero circa in prossimità di esso (Lat. 82° 15' Nord, Lon. 39° 10' Ovest), giungendo in volo dal grande Fiordo dell'Indipendenza, ed entrando nella Valle di Wandel lasciando al traverso di sinistra il Capo Knud Rasmussen (Lat. 82° 06' Nord, Lon. 29° 56' Ovest).


STRUMENTAZIONE DI RICERCA OCEANICA

La strumentazione base di ricerca per il relitto del Dirigibile ITALIA è composta da uno scandaglio sonico di ultima generazione (Chirp) che vincolato all'aeronave, verrà trascinato dalla stessa per compiere i rilevamenti secondo un percorso a spirale.

RVX 1000 Sonar Module - Caratteristiche principali

  • Immagini simili a fotografie della struttura del fondale (tecnologia CHIRP DownVision di Raymarine);
  • Prestazioni di profondità DownVision™ fino a 1500 metri (Potenza 1 KW RMS);
  • Ecoscandaglio CHIRP a 5 canali; visualizzazione immagini ad alta risoluzione CHIRP DownVision
  • Collegamento in rete - Display chartplotter di ultima generazione Raymarine.
RVX1000 Ray Marine - Modulo ecoscandaglio CHIRP da 1 KW con RealVision 3D, con DownVision, SideVision, ed ecoscandaglio High CHIRP.
RVX1000 Ray Marine - Modulo ecoscandaglio CHIRP da 1 KW con RealVision 3D, con DownVision, SideVision, ed ecoscandaglio High CHIRP.

ANALISI DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE

Nel corso di tutta la Missione SB Nettuno si prevede di effettuare i rilevamenti magnetici triassiali (Data logging) del campo magnetico terrestre.

Modello Magnetico Mondiale 2025 - NGDC NOAA
Modello Magnetico Mondiale 2025 - NGDC NOAA

Misurazioni Magnetiche

Durante la Missione SB Nettuno, s'intende effettuare tutta una serie di misurazioni multi-sorgente durante l'intera traiettoria di volo per ottenere indicatori del campo magnetico solare e dell'attività solare. Queste saranno utilizzate anche per misurare il campo magnetico terrestre.

Altresì, le misurazioni postume effettuate sulle carote di ghiaccio prelevate in Groenlandia forniranno una distribuzione spaziale e temporale dell'intensità del campo magnetico terrestre. Poiché l'esatto percorso della Missione SB Nettuno dipenderà dalle circostanze ambientali che si potranno incontrare, non è possibile fornire posizioni precise in anticipo. Tuttavia, poiché la rotta prevede il sorvolo di aree significative della costa orientale della Groenlandia, già si prevede che si potranno ottenere delle distribuzioni spaziali sulla scala di circa 10°.

Oltre alle misurazioni effettuabili a terra durante gli sbarchi, si effettueranno anche i rilevamenti continui del campo magnetico terrestre attuale dalla stessa Aeronave ITALIA in volo. A tal fine, si utilizzerà il magnetometro al potassio GSMP-35A/25A (sensore geomagnetico basato sull'effetto Zeeman da assorbimento atomico dei vapori di potassio), o strumenti simili; esso ben funziona anche a temperature estremamente basse e può essere utilizzato per misurare le componenti del campo magnetico. 

Grazie alla sua sensibilità (µG), ed ad un effetto collaterale positivo, è possibile determinare la decomposizione minerale del terreno, poiché questo dispositivo è in grado d'influenzare il campo magnetico ambientale.


Scienze Polari Artiche

Polo Nord Geografico

La Missione Semper Borealis Nettuno dell'Aeronave ITALIA ha in programma lo sbarco, di storica valenza, di tutti i membri della spedizione sulla superficie del pack artico, unitamente a talune attrezzature, sensori, ed ad altri dispositivi scientifici, opportunamente predisposti, proprio sulle coordinate geografiche del Polo Nord. (90°N). La distanza del Polo Nord geografico da Capo Morris Jesup, ossia il punto della costa più a nord della Groenlandia, è di circa 712 Km ovvero 384,5 NM.

E' prevista una formale cerimonia rievocativa e commemorativa, trasmessa in diretta sul web, della storica conquista italiana del 1926 e di quella del 1928, con il posizionamento di gagliardetti, di targhe, di un tridente del Dio Nettuno, nonché della bandiera nazionale italiana, non escludendo altresì quelle dei paesi stranieri che avranno nell'eventualità compartecipato indirettamente alla missione stessa.

Note:
a) In caso d'inaspettate condizioni meteorologiche avverse, od altro evento, il programma artico potrà subire variazioni e/o cancellazioni.
b) Il Polo Nord e l'Oceano Artico, in particolare, non rientrano sotto le politiche di alcuna Autorità Nazionale: sono Acquee Internazionali libere.

Le attività di ricerca e di rilevamento principali previste al Polo Nord sono almeno le seguenti:

  • Rilevamento in data/ora UTC del centro istantaneo di rotazione terrestre (qualora non sia a distanza rilevante).
  • Rilevamento in data/ora UTC delle coordinate polari geografiche reticolari mediante la rete satellitare GNSS.
  • Misurazione in data/ora UTC del vettore del Campo Magnetico terrestre per declinazione geografica e per inclinazione.

POLO NORD Magnetico
Il Polo Nord Magnetico è quel punto geografico nel Oceano Artico in cui l'ago magnetico di una normale bussola pone il proprio ago verticalmente indicando che le linee di flusso del campo magnetico terrestre sono lì verticali ed ortogonali al piano osculatore terrestre.

Le coordinate geografiche del Polo Nord Magnetico sono valutate attualmente (@2025) per essere a: 85°46' 41"N 138°3'25"E.
La distanza tra il Polo Nord Geografico ed il Polo Nord Magnetico è di 253,3969 NM (469,5911 Km).

POLO NORD dell'Inaccessibilità
Il Polo Nord dell'inaccessibilità è quel punto geografico nel Mar Glaciale Artico definito come quello più lontano da qualsiasi terra emersa artica. Le terre emerse più vicine sono l'Isola Ellesmere e l'Arcipelago della Terra di Francesco Giuseppe, entrambe sono distanti 1094 Km.

Le coordinate geografiche attuali del Polo Nord dell'Inaccessibilità sono: 84°03′ N 174°51′ W.
La distanza tra il Polo Nord Geografico e quello dell'inaccessibilità è di 357,1131 NM (661,7963 Km). 

Base Artica Barneo

La Base Artica Barneo, all'epoca sovietica (1991), deve il suo nome all'operatore radio che trasmise "Barneo" come segnale di chiamata nell'Aprile 1993 dalla base sovietica allora denominata North Pole 31. Dopo alcuni anni di attività quale base turistica, l'esploratore ed imprenditore russo Aleksander Orlov che la gestì cedette tutti i diritti ad un celebre imprenditore filantropo multimiliardario svedese, anch'egli appassionato esploratore: Frederik Paulsen Jr.. 

La base (Camp Barneo) rimase inattiva per qualche anno, ma nel Dicembre 2023 venne annunciata l'apertura del campo per il 2024, ma l'iniziativa è già stata cancellata. La costruzione del campo e della pista aerea di ghiaccio inizia sempre con la ricerca di un lastrone adatto per l'assenza di ostacoli ed avente uno spessore idoneo e robusto. In precedenza la Base Barneo fu istituita nella zona tra le latitudini 88,5° e 89,5° Nord e le longitudini 80° e 130° Est. La pista deve essere in grado di permettere l'atterraggio di un aereo Antonov AN-74, pesante 19 tonnellate a cui si aggiungono le altre 10 tonnellate del carico trasportato.

Qualora la Base Barneo venisse allestita per il trasporto dei turisti al Polo Nord con l'elicottero Mil Mi-8, avente un peso massimo al decollo di 12 tonnellate, proprio nell'anno in cui avrà luogo la Missione SB Nettuno, allora si costituirebbe un'opportunità per fruire di valido ed utile scalo logistico aggiunto anche per l'Aeronave Italia, considerando che il sito artico individuato e ben preparato potrebbe trovarsi proprio sulla rotta di rientro avente come destinazione finale Baia del Re, e quindi l'aeroporto di Longyearbyen, sullo Spitzbergen alle Svalbard (Norvegia). (Il sito cambia luogo ogni anno/edizione)

Il sito della Base Barneo risulterebbe certamente più che idoneo per effettuare l'attracco dell'Aeronave Italia e per fornire logistica ed assistenza, nonché rappresenterebbe quel valido supporto per effettuare attività di ricerca scientifica, carotaggi sul pack marino, e campionamenti dell'acqua oceanica.

Commemorazione ai caduti

Sul presunto individuato luogo di inabissamento del Dirigibile ITALIA del 25 Maggio 1928 si prevede di comporre una celebrazione per la formale commemorazione per tutti i dispersi lì, per fato, caduti:

  • Renato Alessandrini, Attrezzatore timoniere.
  • Calisto Ciocca, Motorista.
  • Aldo Pontremoli, Fisico dell'Università di Milano.
  • Ugo Lago, Giornalista del Popolo d'Italia.
  • Ettore Arduino, Sottotenente capo motorista.
  • Attilio Caratti, Maresciallo motorista.
La scomparsa e l'incendio del Dirigibile ITALIA
La scomparsa e l'incendio del Dirigibile ITALIA

L'epica storia del Dirigibile ITALIA, del suo grande Comandante Umberto Nobile e del suo coraggioso equipaggio, precipitato sui ghiacci polari durante il terribile rientro dal secondo sorvolo del Polo Nord a causa delle pessime e persistenti condizioni meteorologiche estremamente avverse, merita oggi un giusto tributo commemorativo, pubblico e multimediale, trasmesso in diretta dal luogo più significativo di quell'ardita spedizione, ovvero il punto in cui si presume sia precipitata l'Aeronave ITALIA successivamente al primo impatto con il pack, e che determinò la tragica scomparsa di 4 membri dell'equipaggio, di un celebre fisico ricercatore, e di un noto giornalista, e rimasti nella carena.
Le commemorazioni rievocative sono quindi dedicate a quegli uomini così eroici che non tornarono mai più dalla spedizione, nonché a quelli che pur duramente vi riuscirono, ed altresì a tutti coloro che superando variegate divisioni, dimostrarono ancora una volta cosa possano riuscire a compiere l'ambita grandiosità, l'ardimento, e la viva solidarietà.
Tutti i protagonisti di quell'affascinante ed incredibile avventura artica del 1928 appartengono ormai alla storia dell'Italia e del mondo, e la Missione SB Nettuno intende riconoscerne il mitico valore scientifico, tecnico, ed umano, restituendo questa leggendaria e straordinaria memoria alle nuove generazioni, quelle dei più giovani, quali Uomini tra Uomini.

Aspetto attuale dell'areale artico nel luogo di caduta dell'ITALIA
Aspetto attuale dell'areale artico nel luogo di caduta dell'ITALIA

ANALISI GLACIOLOGICHE

Isoipsica schematica delle coperture glaciali della Groenlandia
Isoipsica schematica delle coperture glaciali della Groenlandia

L'importanza del controllo sistematico e ripetuto nel tempo degli apparati glaciali di misurazione venne riconosciuta fin dai primi atti dei Comitati scientifici nel 1895, e da allora le attività di studio e di ricerca hanno riguardato il monitoraggio delle metriche e delle variazioni glaciali ed, in particolare, delle misure delle variazioni frontali. Per consuetudine dei campionamenti, alla fine della stagione estiva, vengono condotte delle campagne di rilevamento sistematico dei fronti glaciali, integrandole con fotografie riprese da stazioni fisse, osservazioni della copertura nevosa, e della morfologia delle fronti glaciali. Queste attività di ricerca continuano con regolarità, con limitate interruzioni in alcuni anni di guerra, ed hanno consentito di raccogliere una delle più lunghe serie di osservazioni delle variazioni frontali esistenti al mondo.

Le numerose campagne glaciologiche annuali sinora condotte hanno permesso di acquisire anche un'enorme massa di dati relativi alla morfologia dei fronti glaciali ed una preziosissima documentazione fotografica, che compongono una già vasta letteratura scientifica, a cui è pur sempre possibile contribuire.

La calotta glaciale copre attualmente un'area di circa 1,71 milioni Kmq, pari a circa l'80% dell'isola, con uno spessore medio di circa 1,67 km ed un volume di 2,9 milioni di Kmc, che porta a stimare che essa pesi 2,66 milioni di miliardi di tonnellate. L'enorme peso e la morfologia del terreno sottostante, fanno sì che nella calotta si formino flussi glaciali, ossia di canali dove il ghiaccio si muove più velocemente rispetto al ghiaccio circostante, in continua evoluzione, la cui dinamica è oggetto di studi e ricerche. Comportandosi come veri e propri fiumi di ghiaccio in movimento, i flussi drenano ampie aree di territorio, venendo alimentati dai flussi di altri ghiacciai, che costituiscono dei veri e propri tributari, il cui moto, guidato dalla gravità, è controllato principalmente dalla temperatura e dalla solidità delle loro basi, due fattori che, essendo influenzati da diversi processi, nonché dalla geomorfologia del suolo su cui si muovono i flussi, fanno sì che l'attività di questi ultimi abbia un comportamento ciclico, sia pur segnato con lunghi periodi di inattività.

Oggi, le molte montagne costiere presenti in Groenlandia, impediscono alla calotta di raggiungere l'Oceano Artico, soltanto nel sud-est e nel nord-ovest dell'isola sono presenti spazi sufficienti tra le montagne perché la calotta possa defluire nell'oceano attraverso i cosiddetti ghiacciai di sbocco, i quali perdono regolarmente grandi masse di ghiaccio dal loro fronte. Come precisato, ciò avviene poiché in passato si sono susseguiti perlomeno 11 periodi di forte glaciazione in cui la calotta è diventata abbastanza spessa da scorrere oltre le montagne, arrivando ad estendersi al massimo fino a 120 km oltre i suoi attuali confini. Le variazioni nella massa glaciale della calotta, e quindi del suo tasso di crescita o di decrescita, dipendono in effetti da diversi fattori, quali il tasso di accumulo e quello di fusione della neve nella sua parte più interna ed alla sua periferia, la fusione del ghiaccio lungo i suoi margini ed il distaccamento di iceberg dalle piattaforme glaciali in cui si immette il flusso della calotta. Il ghiaccio della calotta glaciale groenlandese fluisce in mare attraverso 215 ghiacciai di sbocco, il cui ritiro ha un impatto diretto sull'innalzamento del livello del mare.


La Calotta Glaciale della Groenlandia

Spessore isoipsico delle coperture glaciali della Groenlandia
Spessore isoipsico delle coperture glaciali della Groenlandia

Sulla Terra ci sono solo due calotte di ghiaccio, una nell'emisfero nord, in Groenlandia, l'altra nell'emisfero sud, in Antartide. Durante l'ultimo periodo glaciale la calotta glaciale Laurentide copriva gran parte del Canada e dell'America del Nord, la calotta glaciale weichseliana copriva l'Europa del nord e la calotta glaciale della Patagonia buona parte dell'America del sud. La calotta glaciale della Groenlandia non si sviluppò affatto fino al tardo Pliocene ma, a quanto sembra, si sviluppò molto velocemente con la prima glaciazione continentale. 

Ciò ha avuto l'insolito effetto di consentire ai fossili delle piante che una volta crescevano nell'attuale Groenlandia di preservarsi molto meglio di quanto sia successo nella lenta formazione della calotta glaciale antartica. La calotta glaciale della Groenlandia, detta Sermersuaq in kalaallisut, la lingua groenlandese, occupa circa l'82% della sua superficie per complessivi 1,71 milioni di km² e se si sciogliesse causerebbe l'innalzamento del livello del mare di 7,2 m, sommergendo isole come Tuvalu e le Maldive che hanno un'altitudine massima inferiore o di poco superiore a tale valore. Presenta una lunghezza in direzione nord-sud di quasi 2400 km ed una larghezza massima di 1100 km alla latitudine di 77°N, vicino al suo margine settentrionale. L'altezza media è di 2135 m, mentre il suo spessore è generalmente maggiore di 2 km: il GISP, Greenland Ice Sheet Project, ha estratto un campione di ghiaccio di 3 km in un punto alto 3207 m alle coordinate 72,6°N e 38,5°O. Alcune stime nel cambiamento della massa della calotta glaciale della Groenlandia suggeriscono che si stia sciogliendo al ritmo di circa 239 km³ all'anno. Si tratta di misure fornite dal satellite della NASA, GRACE, Gravity Recovery and Climate Experiment, messo in orbita polare bassa nel 2002.

Rilevamenti delle anomalie termiche in Artico

Tra i vari studi scientifici ancillari sarà possibile inserire nel programma vi è certamente quella della raccolta dati affinché possa contribuire allo studio dell'anomalia termica nell'Artico. Le limitazioni dell'osservazione termica satellitare nell'artico includono infatti la risoluzione spaziale e temporale, l'influenza atmosferica, la necessità di una calibrazione precisa per distinguere le temperature reali, e la difficoltà nel misurare con precisione la temperatura di superfici piccole o con geometrie complesse, richiedendo spesso tecniche avanzate per superare ostacoli come l'assenza di riflettori o la geometria del sensore. Diversamente da questo quadro il rilevamento dei parametri atmosferici in loco, effettuato con precisione consentirà non solo la calibrazione delle immagini satellitarie ma anche la loro esatta rispondenza al reale poiché le nuvole, il vapore acqueo e stati di aerosol possono bloccare od alterare la radiazione infrarossa (termica) emessa dalla superficie terrestre, rendendo i dati completamente inaffidabili in certe condizioni. 


Trasmissioni radio CW rievocative e sperimentali

Nel corso di tutta la Missione SB Nettuno, saranno attive le trasmissioni radio in AM, SSB, ed in particolare quelle in CW (Continuous Wave) sui 9 MHz circa, al fine di realizzare le rievocazioni delle storiche trasmissioni radio del 1928 a beneficio della rete mondiale dei radioamatori. A tal fine verranno impiegati due distinti sistemi radio, il primo è quello moderno (Unità ricetrasmittente ICOM IC-7700), ed il secondo, quello storico (auto ricostruito), che servirà anche per verificare sperimentalmente le ragioni delle interruzioni dei collegamenti radio oltre il Polo Nord (NORGE), ed i mancati collegamenti radio tra la Tenda Rossa con la nave appoggio Città di Milano, emessi dal primo areale dell'impatto sul pack del Dirigibile ITALIA. (Verifica sperimentale)

L'unità ricetrasmittente HF ICOM IC-7700 da 200 W RF in CW, con una riduzione a soli 50 W RF in AM, verrà usata anche per mantenere i collegamenti radio con il Centro di controllo dell'Aeronave ITALIA, e con il Centro di Controllo della Missione SB Nettuno (Segmento di terra). In ricezione CW la sensibilità dell'apparato varia a seconda della gamma di frequenza: 0.1–1.799MHz 0.5μV; 1.8–29.999MHz 0.16μV; 50.0–54.0MHz 0.13μV.

In questo apparato commerciale la banda nell'intorno della storica frequenza dei 9 MHz (33 m) non è coperta (operativa invece sul modello autocostruito), ma risulta operativa nelle lunghezze d'onda dei 600 m e 900 m che furono impiegate sia bordo del Dirigibile NORGE (1926) sia del Dirigibile ITALIA (1928).

Le varie unità radio verranno interconnesse ai PC di plancia per permettere loro di fruire di SW specifici in grado di decifrare le trasmissioni Morse CW, ed al contempo di comporle a partire da un semplice testo. Un tasto Morse sarà comunque presente per il suo uso da parte del Marconista di bordo.