Luoghi, Località, & Tappe

Tappe italiane principali

Lago di Garda

Lombardia/Veneto

Passo della Tambura

Emilia/Toscana

Costa della Versilia

Toscana

Riviera dei Fiori

Liguria

Golfo di Trieste

Friuli Venezia Giulia

Laguna di Lignano

Veneto

Laguna di Caorle

Veneto

Laguna di Venezia

Veneto

Delta del Po'

Veneto/Romagna

Il Circolo polare artico è un parallelo terrestre di notevole importanza, sito a 66°33'39" di latitudine nord, ed è astronomicamente definito nella sua nota storica come quel luogo geometrico parallelo boreale più meridionale in cui sia possibile riuscire ancora ad osservare il caratteristico fenomeno del Sole di mezzanotte ove il Sole non tramonta mai.
La sua posizione geografica varia necessariamente con il variare dell'inclinazione stessa dell'asse di rotazione terrestre (Precessione, Nutazione - Cfr.: IERS). Il Circolo polare artico delimita un'area di circa 14,5 milioni di chilometri quadrati, ossia poco meno del 3% della superficie terrestre. Più a Nord del Circolo polare artico, il Sole rimane d'estate sopra l'orizzonte per almeno 24 ore; viceversa durante l'inverno rimane sotto l'orizzonte per almeno 24 ore consecutive (notte polare). In realtà, a causa della curvatura della Terra, del suo schiacciamento ai poli geografici, e poiché il Sole appare come un disco e non come un punto, il Sole di mezzanotte si può vedere la notte del solstizio di Giugno fino ai 50' più a Sud del Circolo polare artico; al solstizio di Dicembre, parte del Sole risulta ancora visibile fino ai 50' di latitudine più a nord del circolo
.

Tappe estere principali

Monte Carlo

Principato di Monaco

Costa Azzurra

Francia

Ponte Romano del Gard

Francia

Lago di Ginevra

Svizzera

Lago di Neuchatel

Svizzera

Lago di Costanza

Germania

Legoland

Danimarca

Arcipelago Faer Oer

Danimarca

Ghiacciaio Jokulsarlon

Islanda

Capo Wandel

Groenlandia

Mare di Wandel

Groenlandia

Valle di Wandel

Groenlandia

Ghiacciaio Tausen

Groenlandia

Picco di Odino

Groenlandia

Capo Morris Jesup

Groenlandia

Polo Nord

Oceano Artico

Base Barneo

Oceano Artico

Punto ITALIA

Oceano Artico

Baia del Re

Svalbard

Capo Nord

Norvegia

Arctic Circle Center

Norvegia

Ekebergsletta

Norvegia

Casa Amundsen

Norvegia

Copenaghen

Danimarca

Peenemunde

Germania

Lago Faaker See

Austria

Lago Balaton

Ungheria

Golfo di Trieste

Italia

LEGOLAND

Tutto l'equipaggio ed i membri di missione presenti a bordo dell'Aeronave ITALIA saranno graditi ospiti delle infrastrutture alberghiere del celebre parco Legoland, ove sarà posta a loro disposizione anche una grande sala per presenziare alla conferenza internazionale mediatica alla presenza dei giornalisti e dei media accreditati, lasciando spazio anche alle domande dei tanti turisti e dei bambini tutti presenti in loco.

Scalo presso Legoland

Presso Billund in Danimarca è situato il celebre parco di divertimento tematico di Legoland, per il quale la Missione SB Nettuno prevede che sia il punto pivot già all'andata dell'ardita missione polare artica celebrativa, geografica, esplorativa, e scientifica.

ARTICO

L'Islanda

L'isola d'Islanda, ovvero la terra dei ghiacci, con un'estensione di circa 103000 Km², un tempo era ricoperta da immensi ghiacciai. Oggi restano le lagune di iceberg nel Mare di Groenlandia che coprono anche le vette montane, oltre i 2000 metri, dei massicci centrali. È islandese il più grande ghiacciaio d'Europa, il Vatnajökull, situato nella parte sud-orientale dell'isola, che occupa una superficie di circa 8500 km². La laguna glaciale del Jökulsárlón si trova al confine con il Parco Nazionale Vatnajökull. Le sue acque calme e blu sono punteggiate dagli iceberg del circostante ghiacciaio Breiðamerkurjökull. La laguna glaciale scorre attraverso un breve corso d'acqua nell'Oceano Atlantico, lasciando pezzi di ghiaccio su una spiaggia di sabbia nera. Durante l'inverno, la laguna è molto pescosa ed ospita centinaia di foche. Collocata sulla dorsale medio atlantica, l'Islanda presenta una marcata attività vulcanica e geotermica, che ne caratterizza fortemente il paesaggio.


Capo Wandel - Immagine satellitare
Capo Wandel - Immagine satellitare

Stretto di Danimarca e Capo Wandel

Dall'Islanda, attraversato lo Stretto di Danimarca, si giunge in prossimità della costa orientale della più grande isola del mondo (2175600 km²): la Groenlandia, esattamente a Capo Wandel, appena sotto il Circolo Polare Artico (66°33′49″), e distante nominalmente 480 Km dall'estremo occidentale della costa islandese.

Latitudine: 66° 18' Nord ( +66,3 ° )
Longitudine: 34° 53' Ovest ( -34,88° )

Stretto di Danimarca - Islanda vs Capo Wandel
Stretto di Danimarca - Islanda vs Capo Wandel

Capo Wandel (66°18'N 34°53'W) è territorialmente parte del Comune di Sermersooq, nella costa meridionale-orientale della Groenlandia (Governatorato autonomo), ad 800 km circa ad Est della capitale Nuuk (FIR), (Regno di Danimarca). Il villaggio più vicino si trova a SudSudOvest: Sermiligaaq, il cui nome significa il bellissimo fiordo ghiacciato. Si trova a 65°54'N 36°22'O; appartiene al Comune di Sermersooq, da cui dista 80 Km. A NordEst il villaggio più vicino è Itterajivit distante circa 700 Km su linea di volo. Fuso orario: WGT (UTC-3) - Ora legale: (DST) WGST (UTC-2); Nome Geografico: 3418738 Kap Wandel. Il territorio nell'areale circostante di Kap Wandel è prevalentemente collinare, ma ad Ovest è prevalentemente montuoso; a Sud-Est, il mare è più vicino. Il punto più alto della zona è a 895 m sul livello del mare e si trova 3,5 km a nord-est di Kap Wandel. Altri due picchi sono a quota 1060 e 1089 m. Nei dintorni prossimi non c'è nessuna città/villaggio abitato, nessun porto o scalo, e nessun presidio strumentale fisso meteorologico od aeronautico. Il FIR è quello della capitale Nuuk. Il clima della zona interna costiera è quello tipico della tundra. La temperatura media annuale è di -6 °C. Il mese più caldo è quello di Luglio con una temperatura media massima storica di +2/+3 °C, mentre il più freddo è quello di Gennaio con una temperatura media minima storica di -15/-17 °C.

A Capo Wandel si prevede uno scalo tecnico nel caso in cui si rendesse necessario e/o preparatorio prima di risalire tutta la costa orientale della Groenlandia. I possibili areali d'attracco sono individuati in figura nelle zone A e B, ovvero all'interno del fiordo in modo da essere riparati da possibili condizioni meteorologiche avverse.

La zona presenta delle antiche rovine di interesse paleontologico ed antropologico; nei pressi è presente anche un vecchio rifugio abbandonato.

Areali di sbarco presso Capo Wandel
Areali di sbarco presso Capo Wandel

La Groenlandia è la più grande isola non continentale del mondo: 2166086 km²; la 3° area più grande del Nord America, dopo quella del Canada e degli Stati Uniti, ed è ricoperta per l'85% da ghiacci perenni. La popolazione è costituita da soli 55769 abitanti (31 Marzo 2025). L'isola dispone di 25 aeroporti, anche militari, e di alcune basi scientifiche e di telerilevamento. 

La Groenlandia

La Groenlandia (Grønland) che si credeva essere già in epoca medioevale, una terra verde (Greenland), cioè senza ghiacci perlomeno sulla costa, è stata smentita di recente, per questa ipotesi, dai carotaggi dei suoi antichi ghiacciai. I ricercatori hanno infatti scoperto che le polveri e le bollicine d'aria lì intrappolate negli antichi ghiacci erano propri di quelle dell'atmosfera terrestre di 110.000 anni fa, ovvero quelle presenti proprio durante l'ultima glaciazione (Würmiano).

Ne consegue che la Groenlandia è stata ricoperta dai ghiacciai sin da quell'epoca. Si è dimostrato quindi che il clima e la temperatura mondiale, che sono spesso mutati, ed anche rapidamente, da uno stato apparentemente stabile ad un altro, con conseguenze appunto globali, non hanno fondamentalmente riguardato ed afflitto la grande isola artica, diversamente da oggi.

Nell'epoca attuale anche i grandi e spessi ghiacciai della Groenlandia (stima: 1.833.900 km² ricoperti) si stanno riducendo in estensione e spessore, ovvero scongelando, contribuendo così al fenomeno dell'innalzamento del livello del medio mare e delle temperature medie terrestri, ed il fenomeno si sta svolgendo molto più velocemente di quanto si credesse in precedenza avendo i dati ottenuti dall'analisi dei modelli climatici sinora sviluppati sulla base dei rilevamenti storici, noti, e tabulati.

Il rilievo geografico maggiore della Groenlandia è il gruppo montuoso del celebre Watkins Range che giunge sino a circa 3700 m di quota con la vetta principale del Gunnbjorn Fjeld.

La grande coltre glaciale della Groenlandia è spessa in media circa 3 Km ed è abbastanza ampia da coprire un'area pari a quella del Messico. Il ghiaccio è così denso che il suo peso schiaccia il terreno sotto di esso fin sotto il livello dell'acqua; la coltre ricopre ogni cosa, tanto che solo recentemente si è ipotizzato che in realtà la Groenlandia potrebbe essere un gruppo di tre isole più piccole. (Robert Lee Hotz, Greenland's Ice Sheet Is Slip Sliding Away; 2006)

Prima dell'ultima era glaciale la Groenlandia presentava coste montagnose ed una depressione centrale molto asciutta, solcata da un grande fiume la cui foce si trovava all'incirca dove oggi si trova la Baia di Disko. L'odierno dibattito circa la crescita del livello del mare causata dallo scioglimento dei ghiacciai dalla Groenlandia si basa sui dati rilevati tra il 1997 ed il 2003 che riportano distacchi dall'isola dai 70 ai 90 km³ di ghiaccio all'anno, contro i 60 del periodo 1993-1997. Parte dell'aumento del discioglimento dei ghiacci è dovuta all'aumento termico del periodo estivo, ed in parte al maggiore accumulo di neve a monte, il cui peso spinge il ghiaccio in mare. Taluni studi indicano che uno scioglimento completo del ghiaccio della Groenlandia porterebbe ad un aumento del livello del medio mare di circa 6,40 m.

I ricercatori della NASA e dell'Università del Kansas calcolarono già nel Febbraio 2006 che i ghiacciai si stanno sciogliendo due volte più velocemente rispetto a cinque anni prima. Già nel 2005 la Groenlandia stava cominciando a perdere più volume di ghiaccio rispetto alle previsioni, circa 216 km³ all'anno, come dimostrato anche da recenti misurazioni dei satelliti per la rilevazione della gravità. Tra il 1991 ed il 2006 il monitoraggio del clima compiuto dello Swiss Camp ha messo in luce che la temperatura media invernale della Groenlandia è salita di almeno (circa) 5 °C.

Fin dal 2002, mediante osservazioni satellitari, si è scoperto che i tre maggiori ghiacciai della Groenlandia hanno cominciato a muoversi più velocemente. Sulla costa orientale, il Ghiacciaio di Kangerlussuaq e lo Jakobshavn Isbræ hanno raddoppiato la loro velocità; su quella occidentale, il Ghiacciaio di Helheim si muove di circa 50 m al giorno. L'accelerazione del moto di traslazione dei ghiacciai è stata seguita da un rilevato aumento dell'attività sismica. Nel Marzo 2006, i ricercatori dell'Università Harvard e dell'Osservatorio Lamont-Doherty alla Columbia University hanno scoperto che i ghiacciai stanno generando frequenti scosse di terremoto di una magnitudine media di 5.0 Richter.

Il ritiro della coltre dei ghiacci sta rivelando nuove isole che prima si pensava fossero parte della terraferma. Nel Settembre 2005 Dennis Schmitt scoprì un'isola nella Groenlandia Orientale a 600 Km a Nord del Circolo Polare Artico e la denominò Uunartoq Qeqertoq (in groenlandese: isola del riscaldamento). Nel Luglio 2021, è stata scoperta l'isola più a Nord del mondo al largo della Groenlandia. Le dimensioni sono appena 30x60 m, è stata denominata Qeqertaq Avannarleq da Morten Rasch, capo spedizione e professore presso la University of Copenhagen, che nella lingua della Groenlandia, significa l'isola più a nord. Il lembo di terra è fatto di fango del fondale marino e di detriti morenici (terreno e rocce lasciati dai ghiacci in movimento), e si trova a soli 800 m circa dalla costa Nord ovvero da Capo Morris Jesup
Non mancano dati contrastanti: alcuni ricercatori norvegesi, utilizzando i dati radar forniti dagli altimetri a bordo dei satelliti ERS dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), hanno potuto tracciare il quadro fino ad oggi più dettagliato sui cambiamenti dello spessore dei ghiacciai della Groenlandia continentale. Dal 1992 al 2003, gli scienziati hanno misurato i cambiamenti dei ghiacciai, scoprendo una recente crescita, stimata in circa sei centimetri l'anno nelle regioni interne durante tutto il periodo nel quale si è svolto lo studio. Combinando i dati di ERS-1 ed ERS-2, gli scienziati del Nansen Environmental and Remote Sensing Center (NERSC), e di altre istituzioni, hanno calcolato le variazioni dell'elevazione della superficie per un periodo pari ad 11 anni. Il quadro che forniscono i risultati è eterogeneo, e si presenta con un incremento netto di 6,4 cm all'anno nell'area interna (sopra i 1500 metri di altitudine), ma con un calo di 2,0 cm l'anno sotto di questa altezza, in accordo con l'assottigliamento osservato empiricamente ai limiti delle coperture di ghiaccio.

Groenlandia - Grande Parco Nazionale del Nord-Est
Groenlandia - Grande Parco Nazionale del Nord-Est

La Groenlandia ospita diverse stazioni di ricerca fondamentali per lo studio del clima, tra cui la Summit Camp (3200 m), la Villum Research Station nel nord-est, e il Thule High Arctic Atmospheric Observatory (THAOO), dove operano anche istituzioni italiane (ENEA, INGV). Queste strutture monitorano cambiamenti atmosferici, ghiacci e riscaldamento artico.

Principali Stazioni di Ricerca in Groenlandia:

  • Summit Camp: Situata in alto sulla calotta glaciale (3200 m), è attiva tutto l'anno per monitorare il clima e i ghiacci.
  • Villum Research Station: Situata nella penisola Principessa Ingeborg (nord-est), specializzata in studi atmosferici.
  • Thule High Arctic Atmospheric Observatory (THAOO): Vicino alla Base Aerea di Thule, è un osservatorio internazionale chiave, con partecipazione italiana, attivo dal 1990 per lo studio di ozono, nubi e clima.
  • Stazione di ricerca Sermilik: Situata vicino al fiordo di Sermilik, si concentra su glaciologia e processi idrologici.
  • Stazione Zackenberg: Focalizzata sull'ecosistema artico e il monitoraggio del permafrost. Wikipedia +4

La Groenlandia fa parte della rete INTERACT, che facilita la ricerca ambientale attraverso diverse stazioni sparse sul territorio.

Lista delle stazioni di Ricerca permanenti in Groenlandia

  • [1] Daneborg Wollaston Foreland, Greenland
  • [2] Danmarkshavn Dove Bay, Greenland
  • [3] Mestersvig Scoresby Land, Greenland
  • [4] Station Nord Princess Ingeborg Peninsula, Greenland
  • [5] Sermilik Station Ammassalik Island, Greenland
  • [6] Summit Station Near summit of the Greenland ice sheet, Greenland
  • [7] Thule Research Station Pituffik, Greenland
  • [8] University of Copenhagen Arctic Station Qeqertarsuaq, Greenland
  • [9] Villum Research Station Station Nord, North Greenland
  • [10] Zackenberg Station Wollaston Foreland, Greenland

La Stazione di ricerca Zackenberg

La stazione di ricerca di Zackenberg è una struttura logistica e scientifica rivolta alla ricerca ed al monitoraggio degli ecosistemi, situata a Zackenberg (74º28' N, 20º34' W) nel nord-est costiero della Groenlandia. Una sua filiale si trova nella località di Daneborg, distante circa 25 km in direzione nord-est.

La stazione, di proprietà del governatorato autonomo della Groenlandia e gestita dal Dipartimento di Bioscienze dell'Università di Aarhus, accoglie scienziati e studenti nazionali ed internazionali che desiderano svolgere ricerche o frequentare corsi formativi. Dal 1995 è attivo un programma completo di monitoraggio ambientale a lungo termine (GEM - Greenland Ecosystem Monitoring) coordinato con altri programmi di monitoraggio di base a Nuuk ed a Disko nella Groenlandia occidentale sempre nell'ambito del maggiore programma di monitoraggio degli ecosistemi della Groenlandia.

La missione del programma di ricerca GEM è triplice ed abbraccia obiettivi nelle seguenti azioni:

1. Contribuire ad una descrizione coerente e scientificamente fondata dello stato dell'ambiente, compresa la sua biodiversità, sia in Groenlandia che nell'Artico in relazione ai cambiamenti climatici, con particolare attenzione alle risposte ecosistemiche ed agli impatti globali legati ai processi di feedback.

2. Fornire contributi scientifici sullo status dell'ambiente in Groenlandia e nell'Artico per lo sviluppo, l'adattamento, e l'amministrazione delle politiche danesi, groenlandesi, ed internazionali.

3. Fornire una stabile piattaforma logistica d'appoggio per attuare un'attiva ricerca interdisciplinare d'avanguardia e di lungo termine di carattere internazionale.

La stazione scientifica Zackenberg ha 10 edifici che ospitano attrezzature scientifiche e laboratori, alloggi ed una sala di comunicazione. La stazione può ospitare fino a 20 persone contemporaneamente con ulteriori 10 persone presso la filiale di Daneborg. La stazione di Zackenberg è normalmente aperta per gli scienziati da Maggio ad Ottobre. Il filone principale dell'attività di ricerca si svolge nell'ambito del programma scientifico ZERO (Zackenberg Ecological Research Operations), che si occupa di questioni e tematiche attuali riguardanti la scienza ambientale e degli ecosistemi. La stazione Zackenberg è ubicata in una zona costiera orientale che presenta il clima di una tundra, con inverni lunghi e freddi ed con estati brevi e fresche. Nonostante l'elevata umidità, le precipitazioni sono relativamente basse.


Mappale della Groenlandia del Nord-Est
Mappale della Groenlandia del Nord-Est

La pianificata navigazione aerea sarà in grado di offrire nuovi incredibili scenari, con gli avvistamenti della fauna artica, come gli orsi bianchi, i trichechi, le balene, le volpi bianche, e quelle tante ed immense cattedrali di ghiaccio che sono gli icebergs. Il volo in aeronave, condotto in luoghi così remoti e silenziosi, tra gli hummocks di ghiaccio del pack sino al Polo Nord permetteranno di campionare l'atmosfera e di rilevare altri parametri chimico-fisici, e di osservare la flora ed il loro incredibile adattamento ad un clima così ostile e rigido.

L'Artico è ultimamente oggetto di molte attenzioni internazionali per la ricerca di risorse naturali, nonchè per il più semplice turismo d'avventura, e per i numerosi obiettivi scientifici in ragione dei cambiamenti climatici globali. Tra questi il Programma ITALIA prevede di poter approfondire talune caratterizzazioni chimico-fisiche parametriche: 

  • comprensione qualitativa e quantitativa dei processi che contribuiscono al riscaldamento rapido attualmente in atto nella regione artica (Mare di Wandel), e nell'Oceano Artico, la cosiddetta 'Arctic Amplification';

  • esecuzione di campionamenti plurimi per lo studio plurimo dei cambiamenti delle caratteristiche inerenti ai mari artici (Oceano Artico) ed anche al sistema costiero e di quello dei fiordi della Groenlandia del Nord-Est;

  • campionamenti plurimi per lo studio dei cambiamenti degli ecosistemi artici e delle relative conseguenze sulla flora e sulla fauna artica, insieme alla valutazione degli impatti generali dell'inquinamento ambientale;

  • collezione di dati per verifiche e per statistiche, con ricostruzioni, analisi e modellazione, post missione, dei processi influenti sulle transizioni climatiche della criosfera dell'Artico, con particolare riguardo sugli effetti dei cambiamenti climatici ed ambientali sui vari aspetti inerenti alla criosfera, biosfera, ed alle popolazioni artiche.

A fine Marzo 2026, l'Artico è protagonista di una duplice notizia: una massiccia irruzione di aria fredda artica colpirà l'Europa e l'Italia tra il 25 ed il 27 Marzo, portando un nuovo quadro meteo di tipo invernale, mentre la regione vede un'intensificazione della competizione geopolitica e strategica con la presentazione della nuova pianificazione strategica italiana.  

La Groenlandia del Nord e l'Oceano Artico

Il volo aerostatico in Groenlandia e nell'Artide, su un pack che rappresenta una vera e propria tipologia di deserto, rende ogni miglio nautico (NM) percorso, ancora oggi, una dura conquista; il Nord Est della Groenlandia è infatti un dedalo di fiordi e di coste frastagliate dai nomi praticamente ignoti come i fiordi Frederik ed Hyde, Indipendence ed Hagens, Danmarks, e quello di Odin, ecc.

Più conosciuto è il Mare di Wandel che in questi anni si presenta non più coperto da spessi ghiacci marini per via dei cambiamenti climatici. Altresì la medesima valle artica nel periodo estivo si presenta ormai priva di ghiacci e ciò permette i più scrupolosi ed attenti studi scientifici (Wandel Dal Project).

Banchisa a Capo Bridgman
Banchisa a Capo Bridgman

La Stazione di Ricerca Villum (Stazione Nord)

La Stazione di ricerca Villum (81°36'11''N, 16°39'20''W) è situata all'interno del Parco Nazionale della Groenlandia settentrionale e nordorientale, ed in una parte alquanto remota della Groenlandia; l'accesso è quindi regolato in conformità con le vigenti disposizioni di Legge emesse dal Governo della Groenlandia e promulgate dal Governo del Regno della Danimarca, ed è quindi riferibile a due diversi ordini per i permessi. La Segreteria della Stazione di Ricerca di Villum supporta i ricercatori nelle loro pratiche burocratiche per ottenere i relativi permessi per la Stazione di Ricerca di Villum e/o per soggiornare nell'esteso Parco Nazionale della Groenlandia settentrionale e nord-orientale.

Tutti gli aspetti assicurativi di ricerca e di salvataggio, e quelli inerenti a qualsiasi altra assicurazione pertinente, sono a cura del richiedente; eventuali deroghe dalla legislazione della Groenlandia in relazione alle attività scientifiche, e quelle di sorvolo con l'aeronave ITALIA, dovranno essere richieste.

Station Nord è il punto più estremo a Nord della terra, situato a ben 81°36' N di latitudine, e si trova nel NE della costa settentrionale della Groenlandia. Si tratta di una postazione danese inizialmente solo militare e poi divenuta anche scientifica. Lo scalo presso la base non è affatto scontato, e nemmeno i rifornimenti, poiché dipendono da fattori ultimi di carattere a precedenza militare. In generale è autorizzato lo scalo nelle prossimità della costa Nord-Est e nella Baia di Wandel.

Presso l'avamposto artico di carattere pur sempre militare sono attivi anche dei programmi scientifici di ricerca e di rilevamento locale dei principali parametri climatici generali. La base e l'areale circostante rappresentano quindi un doveroso ed interessante riferimento, e di pianificato scalo logistico, prima di inoltrarsi nella Valle di Wandel, ed in seguito nell'Oceano Artico sino al Polo Nord.

Per effettuare lo scalo risulterà comunque necessario detenere le dovute autorizzazioni governative autonome locali richieste non meno di tre mesi prima, ma pur sempre considerando anche che il Governatorato della Groenlandia è tuttora parte integrante del Regno di Danimarca.

La città più vicina è Longyearbyen sullo Spitzbergen nelle Svalbard (Norvegia), a 720 km ad Est di Station Nord, mentre la città più vicina in Groenlandia è Ittoqqortoormiit, a 1250 km a Sud di Station Nord. La base artica di ricerche è una porta d'accesso al grande Parco Nazionale della Groenlandia Nord-Orientale ed all'Oceano Artico.

L'alloggio dei ricercatori contiene 4 laboratori. Un laboratorio in cui possono essere trattati grandi campioni biologici e geologici. Un laboratorio chimico per la preparazione dei campioni, un laboratorio microbiologico in cui è possibile trattare campioni di DNA, ed infine un laboratorio più pulito per le analisi più impegnative in cui la contaminazione rappresenta un problema. L'accesso a quest'ultimo laboratorio è contingentato ed è consentito solo previa autorizzazione speciale. L'osservatorio atmosferico (Monitoring house) contiene altri 2 laboratori: uno per il monitoraggio continuo con accesso limitato, l'altro per le campagne sul campo; entrambi i laboratori sono dotati di uno speciale ingresso per il campionamento dei gas e per le misure delle particelle fini e micrometriche.

Temperature medie a Nord Station
Temperature medie a Nord Station

A] Lo scalo presente nel Nord-Est estremo della Groenlandia (Area in Rosso) è pre-identificato nell'areale tratteggiato il quale comprende anche il presidio di Station Nord (Militare) che ha nei suoi pressi la Stazione di ricerca Villum (stella rossa). Nella mappa è indicata anche la posizione media del bordo del ghiaccio marino a formazione veloce, che spesso è frastagliato ed alla deriva, comunque sempre presente nella banchisa dell'Oceano Artico. (Cfr.: IBCAO v.3.0 (Jakobsson et al. 2012)

B] Immagine satellitare (SAT DMI AQUA @ 15 Agosto 2015). Identificazione specifica delle isole della Wandel Bay: PDØ: Prinsesse Dagmar Ø; PTØ: Principessa Thyra Ø; PMØ: Principessa Margrethe Ø.

La Villum Research Station è una struttura di ricerca danese sita presso l'avamposto militare di Station Nord nell'alto Artico della Groenlandia settentrionale (81°36' N, 16°40' W). Villum si trova sulla piccola penisola della Principessa Ingeborg. E' di proprietà del Governo della Groenlandia ed è gestita dall'Università di Aarhus (Danimarca). La stazione è stata fondata nel 2014 dal fondo privato danese Villum Foundation. La stazione serve di monitoraggio dell'inquinamento atmosferico dando luogo a singoli progetti scientifici incentrati su fattori atmosferici, marini, e terrestri, e presenta una capacità logistica utile per ospitare comodamente 16 ricercatori.

Edificio principale della Base di Villum
Edificio principale della Base di Villum

Il clima atmosferico intorno alla Base di ricerca di Villum (Station Nord) è secco e freddo, con una temperatura media annua di -21 ºC, e con una piovosità media annua di 188 mm. La velocità media del vento è di 4 m/s, con venti prevalentemente da SSW. Il tempo atmosferico è generalmente calmo con una velocità dei venti inferiori a 1,5 m/s che si verificano circa il 30% delle volte, ma con temporali inducenti velocità del vento di 20-30 m/s e che si verificano frequentemente. La temperatura media mensile è inferiore a 0 ºC per 9 mesi all'anno (Settembre – Maggio), e la temperatura minima mai registrata alla Base di Station Nord è di -51 ºC. Il Sole rimane permanentemente sopra l'orizzonte per 146 giorni all'anno, mentre è costantemente sotto l'orizzonte per gli altri restanti 131 giorni dell'anno.


Mappale tra il Mare di Wandel e la Valle di Wandel.
Mappale tra il Mare di Wandel e la Valle di Wandel.

Lasciata la Baia di Wandel, e percorso il Fiordo dell'Indipendenza si entrerà nel Fiordo Jorgen Bronlund da Capo Knud Rasmussen sino a raggiungere al suo estremo la Valle di Wandel dopo circa 15 Nm.

I ricercatori e gli scienziati operanti nella Wandel Dal hanno già portato alla luce scoperte anche di natura paleontologica, che comproverebbero la presenza umana e quella di insediamenti in quelle aree remote già a partire dal 4500 a.c., e questo porterebbe all'evidenza che le antiche storie e le tante leggende sull'antica ultima Thule sono in effetti oggi, presumibilmente, attestabili anche dalla scienza, ed in accordo con i resoconti di famosi storici autori come Pytea, Eratostene, Dionisio Periegete, Strabone, Pomponio Mela, Plinio il Vecchio, Virgilio, e Tacito (Cfr.: De vita et moribus Iulii Agricolae). 

Valle di Wandel

L'attività di ricerca ed esplorazione inizierà a partire dallo scalo presso la Base scientifica di Villum presso Nord Station nel Nord-Est della Groenlandia e si condurrà nella con operazioni di ricerca e campionamento nella Wandel Dal sino alla Calotta Glaciale H. Tausen ed al Picco di Odino, ove verrà installata una piccola stazione meteorologica.
I ricercatori e gli scienziati operanti nella Wandel Dal hanno già portato alla luce scoperte anche di natura paleontologica, che comproverebbero la presenza umana e quella di insediamenti in quelle aree remote già a partire dal 4500 a.c., e questo porterebbe all'evidenza che le antiche storie e le tante leggende sull'antica ultima Thule sono in effetti oggi, presumibilmente, attestabili anche dalla scienza, ed in accordo con i resoconti di famosi storici autori come Pytea, Eratostene, Dionisio Periegete, Strabone, Pomponio Mela, Plinio il Vecchio, Virgilio, e Tacito (Cfr.: De vita et moribus Iulii Agricolae). 

Mappale del riquadro tra il Fiordo dell'Indipendenza e quello di Jorgen Bronlund.
Mappale del riquadro tra il Fiordo dell'Indipendenza e quello di Jorgen Bronlund.

L'area principale oggetto dell'attività di esplorazione è quella a Nord-Ovest della Valle di Wandel nella Calotta Hans Tausens che presenta una quota massima di 1350 m. L'Area manca a tutt'oggi di dati geografici ed ambientali in loco che sono infatti incompleti, anche considerando il progressivo ritiro dei ghiacci.

Nell'area all'estremità Ovest della Valle di Wandel si concentreranno invece le varie ricerche scientifiche geologiche, chimico-fisiche, litologiche, e quelle paleontologiche, con un programma nutrito di rilevamenti fisici, geografici e fotografici.

A tal fine il punto ottimale di scalo dell'Aeronave ITALIA è tra le due aree d'esplorazione e di ricerca, individuabile a ridosso del laghetto glaciale (Aftenstjerne) Stella della sera, ovvero circa in prossimità di esso (Lat. 82° 15' Nord, Lon. 39° 10' Ovest), giungendo in volo dal grande Fiordo dell'Indipendenza, ed entrando nella Valle di Wandel lasciando al traverso di sinistra il Capo Knud Rasmussen (Lat. 82° 06' Nord, Lon. 29° 56' Ovest).

Veduta della Valle di Wandell al termine del Fiordo J. Bronlund.
Veduta della Valle di Wandell al termine del Fiordo J. Bronlund.
Area di esplorazione & area delle ricerche scientifiche.
Area di esplorazione & area delle ricerche scientifiche.
Mappale dell'areale di esplorazione e ricerca.
Mappale dell'areale di esplorazione e ricerca.

La Spedizione Wandel

Veduta aerea della Calotta glaciale di Hans Tausen giungendo dalla Valle di Wandel.
Veduta aerea della Calotta glaciale di Hans Tausen giungendo dalla Valle di Wandel.

La Spedizione Wandel si prefigge tre obiettivi: quello di esplorare la zona a Nord-Ovest della Valle di Wandel a partire dal punto di attracco dell'Aeronave ITALIA, di aprire una pista compiendo rilevamenti geografici, e di compiere dei campionamenti di carattere biologico, floreale, chimico, ecc..., unitamente alle immagini fotografiche ed ai vari video.

Giunti nel massimo del percorso reso possibile dalle varie condizioni, verrà stabilito un campo base. Da qui comincerà poi il percorso a ritroso possibilmente seguendo una traiettoria ad 8 per aumentare le zone osservabili.

Le squadre degli esploratori e dei ricercatori (4 e 10 membri rispettivamente) saranno sempre in continuo contatto radio, e la loro posizione geografica costantemente tracciata. Essi riceveranno la più completa, se possibile, assistenza informativa sia dall'Aeronave ITALIA (Meteorologo e Medico), sia dal segmento di terra, qui composto dai vari ricercatori e professori agenti presso i loro istituti di ricerca, in contatto remoto ed in relays telecomunicativo con la stessa Aeronave ITALIA.

Qualora risulti possibile, la spedizione della squadra degli esploratori, muniti nel caso di uno speciale veicolo Quad a 4 posti, lascerà il Campo Base, ed attraverserà la Calotta Tausen (Dislivello circa 500 m) sino a raggiungere il Fiordo di Odino a Nord, ove stabiliranno un secondo campo base, percorrendo una distanza valutata intorno ai 75 km assistiti continuamente dall'Aeronave ITALIA in sorvolo attivo per i molteplici telerilevamenti multispettrali, cartografici, e per le misurazioni dei parametri fisici e magnetici, ed in particolare lo spessore del ghiaccio.

Il Fiordo di Odino è un fiordo della Terra di Peary, nell'estremo Nord della Groenlandia. Robert Peary non esplorò mai il Fiordo Frederick E. Hyde a causa della fitta nebbia che incontrò alla sua foce. I rami interni del fiordo furono mappati e nominati da Lauge Koch nel corso di alcuni rilevamenti aerei che iniziarono a partire dagli anni '20. Il Fiordo di Odino è una propaggine sulla sponda meridionale del Fiordo Frederick E. Hyde, ed è situato vicino alla sua testata: 121 km (75 miglia) ad Ovest di Capo John Flagler all'ingresso del fiordo. Ad Est del Fiordo di Odino si trova la Calotta glaciale di Heimdal.

Il Picco di Odino si trova alle coordinate geografiche: 82° 50' N, 36° 3' W ad una quota di 1059 m, con una prominenza di circa 509 m ai piedi della Calotta Glaciale di Hans Tausen, ed ad occidente del fiordo omonimo.

Il Fiordo di Thor (82°55′N 34°16′W) ha la sua foce ad Est sempre sullo stesso lato. Il fiordo è orientato approssimativamente in direzione Nord-Sud ed è lungo quasi 20 km (12 miglia). Scorrendo verso Nord ad Est della Calotta glaciale di Hans Tausen, il Ghiacciaio Ymer sfocia all'estremità del fiordo, il quale è una propaggine sulla sponda meridionale del fiordo di Frederick E. Hyde, 95 km (59 miglia) ad ovest di Capo John Flagler, all'ingresso del fiordo. Si trova tra il Fiordo di Freja ad est ed il Fiordo di Odino ad ovest, sullo stesso lato. Il monte Wistar, alto 1737 m, è il punto più alto della zona, e si erge ad Est della sezione interna. Ad ovest si trova invece la Calotta glaciale di Heimdal. Attualmente non vi è più alcun ghiacciaio all'ingresso del Fiordo di Thor.

ATTENZIONE: L'orografia della Calotta Glaciale Tausen e degli areali Sud, all'estremo occidentale della Valle di Wandel, e l'areale più a Nord sul Fiordo di Odino non sono affatto noti (Immagini da Satellite). La rilevante variabilità dello status superficiale per i cicli stagionali e per gli importanti cambiamenti climatici non permettono ora una pianificazione attenta e particolareggiata della Spedizione Wandel e quindi del percorso della Squadra degli esploratori che incontrerebbe con alta probabilità dei crepacci, dei notevoli dislivelli, ostacoli, e delle zone in cui il ghiaccio non garantirebbe una portata di sicurezza per il transito.

Mappale satellitare con rilievo della Calotta glaciale H. Tausen.
Mappale satellitare con rilievo della Calotta glaciale H. Tausen.

Rilevamenti satellitari

L'areale Nord della Groenlandia è oggetto continuo di rilevamenti satellitari e di cattura immagini nei vari spettri. La Calotta Glaciale Tausen è riportata in rosso nella fotografia digitale scattata dal sistema satellitare Copernicus operativo in orbita sin dal 2014.

COPERNICUS si basa su una serie di sei tipologie di satelliti, chiamati Sentinelle, specializzati in precise applicazioni; le coppie 1, 2 e 3 sono state già lanciate. I Sentinel-1 sono utilizzati per produrre dati radar interferometrici; i Sentinel-2, satelliti ottici, sono stati progettati per l'osservazione multi-spettrale; i Sentinel-3 sono stati ideati per effettuare osservazioni oceanografiche e terrestri; i Sentinel-4, di tipo geostazionario, saranno destinati a monitorare le componenti atmosferiche; i Sentinel-5, satelliti a bassa orbita, monitoreranno la composizione chimica dell'atmosfera; i Sentinel-6 studiano le superfici dei mari e degli oceani a fini climatologici.

Immagine satellitare (2024) della Valle di Wandel in tutta la sua estensione. A sinistra la Calotta Glaciale Hans Tausen, la più settentrionale del pianeta Terra. Da qui, più in alto a destra, il Fiordo di Odino.
Immagine satellitare (2024) della Valle di Wandel in tutta la sua estensione. A sinistra la Calotta Glaciale Hans Tausen, la più settentrionale del pianeta Terra. Da qui, più in alto a destra, il Fiordo di Odino.
Previsti punti di sbarco all'estremità occidentale della Valle di Wandel ed a sud della Calotta glaciale H. Tausen.
Previsti punti di sbarco all'estremità occidentale della Valle di Wandel ed a sud della Calotta glaciale H. Tausen.

Punti di sbarco

I possibili primi tre punti di sbarco utili per l'Aeronave ITALIA, individuabili per solo studio, semplificato ma critico, dell'immagine satellitare (2024) dell'areale occidentale estremo della Valle di Wandel, ai piedi della Calotta Glaciale Hans Tausen, sono discriminabili, fra i tanti, tra i seguenti:
A] 82.19395292, -37.60629151;
B] 82.18487691, -37.92507939;
C] 82.22774424, -38.08002099.
Il punto A è maggiormente utile per molte delle attività di ricerca, mentre il punto C è maggiormente utile per iniziare le attività di esplorazione della Calotta Glaciale Hans Tausen; il punto B si trova su un pianoro che si affaccia sull'estremità della Valle di Wandel e del Wandel River, e che risulta mediano tra le due zone, A e C, precedenti. 

Areale ipsometrico del punto C di sbarco.
Areale ipsometrico del punto C di sbarco.

Il punto di sbarco C che appare essere quello ottimale per risultanza di una prima disamina tra gli areali proposti A, B, e C, è certamente quest'ultimo, poiché l'analisi ipsometrica individua un pianoro di dimensioni areali idonei per l'attracco dell'Aeronave ITALIA, ad una quota massima di 784 m, e poiché si affaccia gradatamente alla Calotta Glaciale Hans Tausen, circostanza questa che permette la migliore partenza del Gruppo degli Esploratori. Altresì è possibile per il Gruppo dei Ricercatori percorrere sentieri a lieve pendenza per raggiungere il fondovalle Wandelliano al fine di effettuare approfondite ricerche scientifiche, geologiche, naturalistiche, chimiche, mineralogiche, paleontologiche, ecc....
Il pianoro si dovrebbe presentare, nella stagione individuata dalla Missione SB Nettuno, Maggio - Giugno, privo di ghiacci e di neve, con un fondo limaccioso su pietrisco ma ben fortemente compatto.
L'attività dei ricercatori potrà indirizzarsi anche agli studi comparati inerenti ai cambiamenti climatici in relazione all'osservazione diretta tra il margine della Calotta Glaciale ed il fondovalle di Wandel, con l'obiettivo di contribuire alla conoscenza del sistema climatico attraverso la raccolta e l'inclusione dei dati di una delle regioni più remote e ostili della Terra. Il Nord della Groenlandia, inoltre, si presenta ancora quale habitat artico ben poco studiato nelle molteplici forme di vita presenti in questa zona.

Il punto di sbarco C viene denominato in questa programmazione di missione: Piede di Tausen.

Fotografia aerea dell'areale di attracco nel punto C di sbarco (Piede di Tausen).
Fotografia aerea dell'areale di attracco nel punto C di sbarco (Piede di Tausen).

La spedizione scientifica si animerà anche dell'obiettivo di cercare, nelle rocce antiche quasi due miliardi di anni, delle tracce relative alla formazione ed alla circolazione di idrogeno naturale, che rappresenta una possibile fonte di energia per le forme di vita primordiali, e che potrebbe rivelarsi anche proficua in quanto essa rappresenta una risorsa energetica. Svelare la genesi dell'idrogeno naturale a grandi profondità, e quindi ad alta pressione, e degli idrocarburi leggeri abiotici (diversi dagli idrocarburi "fossili", che sono di origine biologica/biotica), in particolare il metano, attraverso le interazioni tra rocce profonde e fluidi geologici nella crosta terrestre, oggi emerse e conservatesi poiché protette dalle calotte glaciali, è un'occasione scientifica unica. (Cfr.: Prof. A. Vitale Brovarone, Progetto ERC DeepSeep; Università di Bologna). 

Presso il Punto di sbarco C, sul Piede di Tausen, l'Aeronave ITALIA proseguirà il suo volo attraversando la Calotta glaciale H. Tausen diretta verso il punto D presso il quale si opererà uno sbarco e si impianterà un secondo campo base, per permettere l'esplorazione dell'areale, il campionamento scientifico, e la salita al Picco 889 per installare una piccola stazione meteorologica autonoma ed automatica. 

Fotografia aerea del Picco di Odino e del Picco 889.
Fotografia aerea del Picco di Odino e del Picco 889.

Termine della spedizione

L'areale programmato per il recupero della squadra degli esploratori si trova nei pressi del Fiordo di Odino. Tre sono i possibili luoghi di attracco dell'Aeronave Italia: A, B, e C che sono stati individuati dai rilievi fotografici ad ora disponibili.

Gli studi compiuti lungo il margine settentrionale dell'Hans Tausen Iskappe si sono basati sull'interpretazione delle foto aeree e sulla ricognizione di elicotteri, supportati dai lavori sul campo in entrambe le estremità del Nordpasset ed a Kap Bopa, dove si incontrano l'O.B. Bøggild Fjord e l'Adolf Jensen Fjord.

Il fiordo di Odino taglia la parte orientale dell'altopiano di Hans Tausen. La sua parte meridionale è riempita da due sbocchi dalle calotte glaciali circostanti: uno sbocco settentrionale dall'Heimdal Iskappe ad est del fiordo di Odino (2KH01013 in Weidick 2001), ed uno sbocco a sud chiamato Ymer Gletcher dall'HansTausen Iskappe ad ovest del fiordo (2KH01034 in Weidick 2001). I bordi dell'altopiano su entrambi i lati del Fiordo di Odino e dell'Ymer Gletcher sono a circa 600 m s.l.m. Questi altopiani, in particolare ad est del fiordo, sono tutti caratterizzati da sedimenti glaciali e glaciofluviali e da una serie di canali laterali di disgelo ben sviluppati che si sono formati dal drenaggio dell'acqua verso nord. La distribuzione verticale di questi canali suggerisce un'erosione lungo il margine di un ghiacciaio del fiordo inferiore successivamente nel fiordo di Odino. Una serie di canali drena un passaggio alto oltre 500 m verso nord-ovest, che oggi è tagliato trasversalmente dallo sbocco verso nord-est dell'Hans Tausen Iskappe. Questa relazione mostra che la calotta glaciale era meno estesa al momento in cui si sono formati i canali dell'acqua di fusione.

Oceano Artico

Motivazioni per una nuova campagna di studio e di ricerca scientifica

Dopo 25 anni dall'ultima campagna di studio e ricerca danese sulla Calotta Glaciale Hans Tausen, ed in considerazione delle ultime considerevolmente variate tendenze climatiche, si può ritenere che sia più che mai necessaria la programmazione di una nuova spedizione che possa aggiornare i dati ormai storici e che sicuramente saranno fortemente mutati per via stessa dei cambiamenti climatici, che sono particolarmente attivi sulla calotta glaciale più a Nord della Terra. Gli stessi dati geografici, topografici, ed altimetrici collezionati all'epoca, necessitano di rilevamenti ed aggiornamenti più che mai significativi. Una più attenta campagna di studio e di ricerca scientifica in situ della calotta glaciale Hans Tausen, del suo spessore, e della sua composizione dello strato superficiale, con l'analisi delle componenti chimiche presenti e contaminanti fornirebbe nuovi ed importanti dati da porre in correlazione con gli attenti studi analitici e più attuali sui forti cambiamenti climatici. Dai dati risultanti dalla nuova campagna scientifica, si otterrebbero informazioni da cui poter derivare un nuovo bilancio di massa della calotta glaciale, con una sua attesa parametrizzazione, nonché tutti i dati utili per lo sviluppo di più aggiornati modelli altimetrici digitali e cartografici, che verrebbero posti in correlazione con maggior precisione con i punti di rilevamento paleoclimatici e dei siti dei carotaggi e delle analisi stratigrafiche chimico/fisiche, biologiche, per i campionamenti dei microparticellari, e (geo) magnetiche.

Artide - Fondale oceanico
Artide - Fondale oceanico

Prospezioni scientifiche condotte in volo sull'Oceano Artico si possono spingere sino all'analisi del fondale per dirigere dei particolari e dedicati studi di ricerca che possano portare a determinate valenze se non delle nuove scoperte anche geografiche.

Per quanto notevoli ed importanti le ricerche scientifiche orientate all'ecosistema marino non vengono qui considerate al fine di poter offrire maggior rilievo al monitoraggio dei gas serra, agli aerosol, al campo magnetico, ed alla radiazione solare, i fenomeni di ionizzazione in atmosfera (quota di volo).

Stazione di ricerca Dirigibile ITALIA

Foto del Fiordo del Re del 1923
Foto del Fiordo del Re del 1923

Le Isole Svalbard, e quindi anche NyAlesund e la Baia del Re, non rientrano nell'area Schengen della UE, e quindi occorre il passaporto per effettuare lo sbarco; la moneta corrente è la Corona Norvegese (NOK).

Mappale del Fiordo del Re - Svalbard
Mappale del Fiordo del Re - Svalbard

Alla Baia del Re, vicino a NyAlesund, sono presenti ancora oggi gli storici manufatti, oggi monumenti nazionali, che ricordano le imprese italiche ed i sacrifici compiuti per la conquista dell'artico, ovvero i caduti in quelle eroiche imprese. 

Pilone d'attracco
Pilone d'attracco
Monumento ai caduti del Dirigibile ITALIA
Monumento ai caduti del Dirigibile ITALIA

VADSO

Pilone d'attracco dei dirigibili italici a Vadso
Pilone d'attracco dei dirigibili italici a Vadso

Base Dirigibile ITALIA

Baia del Re (King's Bay) (78°55' N, 11°56' E) si trova ubicata nella maggiore delle isole dell'Arcipelago delle Svalbard: Spitsbergen, attigua alla piccola cittadina di Ny-Ålesund. Presso la celebre Baia del Re è ancora presente lo storico pilone d'attracco delle aeronavi italiane NORGE & ITALIA. E' altresì tuttora presente sin dal 1997 un'attiva base di ricerca scientifica italiana, dell'Istituto Scienze polari (ISP), del CNR, denominata: Base artica Dirigibile Italia.

La Stazione Artica Dirigibile Italia è il presidio italiano permanente nell'Artico per studi sul clima, per quelli di chimica e fisica dell'atmosfera, sulla criosfera e gli ecosistemi, e della biologia marina, compiendo anche studi di oceanografia/limnologia, geologia, e con lo studio della ionosfera. gestito dal 2020 direttamente dall'Istituto di Scienze Polari (ISP).

La Stazione Artica Dirigibile Italia è una struttura di 323 m², 170 dei quali sono utilizzati come laboratori ed uffici; può ospitare fino a 7 persone. La base è aperta durante tutto l'anno per fornire supporto ad attività di ricerca. 

Presso la Stazione Artica Dirigibile ITALIA, oltre al celebre pilone d'attracco delle Aeronavi del Gen. Umberto Nobile, si trova anche la montagna a lui dedicata: Nobilefjellet.

La base gestisce anche la Amundsen-Nobile Climate Change Tower, una torre di misurazione dei parametri atmosferici installata dalla Kings Bay ed inaugurata il 30 Aprile 2009.


Targa bronzea presso il pilone d'attracco dei dirigibili italici a presenti a Vadso
Targa bronzea presso il pilone d'attracco dei dirigibili italici a presenti a Vadso

Villaggio di Babbo Natale

Aeroporto di Ravaniemi (Finlandia)
Aeroporto di Ravaniemi (Finlandia)
La linea del Circolo Polare Artico è segnata a terra nel Villaggio
La linea del Circolo Polare Artico è segnata a terra nel Villaggio

Arktikum - E' un museo ed un centro scientifico situato nel centro della città di Rovaniemi e permette di osservare reperti naturali dell'artico, nonché quello di apprezzare la cultura e la storia del Nord in generale. Il museo ospita anche il Centro Artico dell'Università della Lapponia ed il Museo Regionale, è anche un centro di studi scientifici dell'aurora boreale.

Nel village di Babbo Natale è presente una targa che indica la distanza da Roma. 

Il Villaggio di Babbo Natale (Santa Claus Village) presso Rovaniemi, nella Lapponia Finlandese (UE), è la residenza ufficiale ed il parco a tema dedicato a Babbo Natale, situato esattamente sul Circolo Polare Artico. Il parco tematico è divenuto una famosa destinazione turistica aperta tutto l'anno, dove incontrare Santa Claus, visitare il suo ufficio postale e spedire lettere col timbro speciale. Si trova a circa 8 km a nord della cittadina di Rovaniemi. 

La linea del Circolo Polare Artico è ben segnata a terra all'interno del villaggio, ed è un richiamo per i tanti visitatori.

Il villaggio include la "Casa di Babbo Natale" (Santa Claus Office), il parco tematico SantaPark, e nelle vicinanze vi sono fattorie di renne e di husky, e tanti negozi di souvenir. Si possono compiere delle escursioni in motoslitta, ed è sempre concreta la possibilità di riuscire a vedere l'Aurora Boreale durante non solo nei mesi invernali, ma anche in quelli estivi.

Il villaggio ha le sue radici storiche nel 1950, quando fu costruita una capanna per la visita di Eleanor Roosevelt, diventando poi il fulcro del turismo natalizio nella zona, ed oggi offre molti alloggi, tra cui baite in legno ed igloo in vetro, oltre ai tanti ristoranti che servono specialità lapponi.

Tutto l'equipaggio dell'Aeronave Italia è stato invitato al Village Glass Resort per trascorre qualche giorno nella suggestiva ed ospitale località turistica finlandese.

La Finlandia è una Repubblica ed uno stato membro dell'Unione Europea, la cui valuta ufficiale è l'Euro.

STOLP

Scalo a Stolp

Il 16 Aprile 1928, durante il volo di trasferimento in andata, il Dirigibile ITALIA al comando del Gen. Umberto Nobile attraccò presso l'Aeroscalo di Stolp, in Polonia, a quell'epoca di proprietà italiana per cessione della Germania dopo la Grande Guerra. L'Aeroscalo oggi non più esistente, si trovava precisamente nella località di Seddin (54°30'42"N, 17°06'37"E) poco più a Nord-Est della città, e si presenta come un semplice campo agricolo coltivato.

Presso la zona è presente l'Aeroclub di Stolp (Slupsk Redzikowo) poco più a sud (54°28'44"N, 17°06'27"E) su un areale d'aeroscalo in erba (EPSK).

Presso l'Aeroclub di Stolp sarà possibile effettuare un'autorizzato scalo tecnico per i rifornimenti logistici ed altresì effettuare delle celebrazioni storiche nella memoria del felice evento del lontano 1928.

L'aerocalo di Seddin (Stolp) in Polonia.
L'aerocalo di Seddin (Stolp) in Polonia.